FEMMINICIDIO “168/2023 una nuova legge inutile”

Oggi, mass-media, giornalisti, e politici, stanno puntando il dito contro i molteplici assassini di donne. Nessuno riesce a dare una risposta corretta sul perché tutto questo accade.
“Psicologicamente instabile”, “… sembrava un bravo ragazzo…”, “… si un gran lavoratore non so cosa gli sia capitato…”, sono le risposte più comuni, ed altre ancora: “… era stato denunciato 10 giorni fa …”, “ … era stata ricoverata all’ospedale già diverse volte e non lo aveva denunciato…”.
Delitti annunciati, prevedibili, ai quali oggi il governo di “destra” vorrebbe porre fine. Inasprire le pene potrebbe essere un deterrente, ma ricordiamoci che la separazione tra due partner è un fatto “doloroso” per entrambi, anche se tale separazione è stata maturata nel tempo.
L’ego di questi soggetti (di quello più debole), viene colpito nel profondo, e solo con una buona consapevolezza di se stessi, unito ad un appoggio morale (famiglia, scuola, società), supportato infine da una sicurezza economica, questi delitti possono essere evitati. Questa legge quindi non cancellerà i femminicidi, e devo dire, purtroppo, e le cose non miglioreranno.
Per approfondire leggi “legge 168/2023”.
Credo che inasprimento delle pene, come deterrente sia solo uno dei tanti modi per non prendersi la responsabilità diretta. Se da una parte è vero che siamo esseri senzienti e consapevoli, dall’altra è anche vero che la nostra consapevolezza e capacità di interagire con l’altro, sia dovuto alla nostra educazione e al nostro background culturale, e tra questi le azioni e i comportamenti che abbiamo visto nella nostra famiglia di origine, i bambini registrano le azioni degli adulti e le fanno loro. Aggiungo, che il femminicidio, avvolge tutti i strati sociali, anche se è prerogativa del ceto medio-basso.
La scuola dovrebbe, porre un freno a questa mancanza, ma gli insegnanti non sono pronti a questo, e per questo motivo, alcuni parlamentari avevano proposto di introdurre come materia e come aiuto lezioni di empatia. Va da sé che la destra, non è empatica se non tra loro, e forse nemmeno.
Essere presenti nella vita dei nostri figli, lasciando i loro spazi, così come quello del proprio coniuge, e quindi dando il “buon esempio” sarebbe il primo passo che una famiglia dovrebbe dare (almeno per ora) ai propri figli.
Ma anche qui questo governo viene a meno, l’esempio proposto ai propri cittadini, non è proprio un “bel vedere”. A dicembre 2023 abbiamo ben 40 soggetti tra deputati e senatori, che hanno insoluti con la giustizia italiana. Ma se la giustizia terrena è scorretta quella divina non lo è da meno, il clero in questi ultimi anni ha avuto decine di ecclesiastici indagati, per i più molteplici reati da quelli meno importanti come appropriazione indebita a quelli più violenti come la pedofilia.
Potrebbero i nostri figli vivere tranquillamente in tutto questo caos. Certo che no, e salta subito all’occhio che qui, tutto è permesso, tutto è concesso. Allargando la visione e facendo un paragone figlio:cittadino=famiglia:Stato. Sono convinto quindi che il figlio (cittadino) imiti e si senti in diritto di farlo, quello che fa il padre (deputato, senatore o sacerdote che sia).
La realtà però, lascia ben sperare, se i delitti possono accadere in ogni fascia di età e ceto sociale, è anche vero che nuove generazioni prestano più attenzione a queste problematiche, in quanto direttamente coinvolti.